mercoledì 4 novembre 2009

All'inseguimento della pappamobile


Puntata fradicia di riferimenti letterari ieri sera. Siamo partiti con questo progetto di hip hop cyberpunk con base nella Capitale e denominato Artificial Kid, come il romanzo di Bruce Sterling. Tra i membri Danno del Colle der Fomento per questo disco intitolato Numero 47, riconducibile a quel filone fantascientifico apocalittico, che a me piace assai, sulla scia di Company Flow, El-P, Deltron 3030 e Kool Keith. A proposito, se vi gusta la roba Def Jux, non perdetevi Depart from Me, ultimo album di Cage. Ieri ci siamo sparati Beat Kids. Spacca davvero. Dei Legion of Two e del loro mix fra post-rock alla Sand ed industrial dub alla Distance già vi ho parlato mentre vorrei fissare la vostra attenzione su Kamaal/The Abstract, album che Q-Tip ha dovuto tenere nel cassetto per otto lunghi anni e che inopinatamente, visti gli splendidi esiti dal sapore jazzy e rock, non aveva ancora visto le puntine dei nostri giradischi. Finalmente viene pubblicato, e suona comunque attualissimo, quasi fuori dal tempo... I suadenti vocalizzi di Mayer Hawthorne, con il suo A Strange Arrangement, meritano di attentare i vostri cuori: pare che Peanut Butter Wolf, boss della Stones Throw, non credesse al fatto che le sue composizioni fossero originali ma che provenissero direttamente dall'epoca d'oro del soul e del rythm 'n' blues tanto sono stilisticamente impeccabili. Stasera in concerto al Circolo degli artisti, Roma. Dopo gli affari di cuore largo ai papponi, figure classiche e tipiche dell'immaginario delle pellicole blaxploitation, così mirabilmente esaltati dalle note di Willie Hutch e di Isaac Hayes. In particolare abbiamo ascoltato due brani del 1973, Brothers Gonna Work It Out e Pursuit of the Pimpmobile, rispettivamente contenuti nella colonna sonora di The Mack e di Truck Turner, all'interno della pluricitata antologia Can You Dig It? The Music and Politics of Black Action Films 1968-75. Colonna sonora ideale per (ri)leggere uno dei capolavori della letteratura di strada del Novecento, l'autobiografia romanzata di Iceberg Slim, The Pimp, il pappa appunto. Se il suo linguaggio detonante e le sue imprese esilaranti vi lasciassero indifferenti consideratevi morti e sepolti da un pezzo. Cadaveri! Uno dei miei libri preferiti di sempre. Per la rubrica "serata imperdibile" questa settimana vi ho segnalato il doppio appuntamento di sabato al Link con due degli artisti più validi ed originali degli ultimi tempi in campo elettronico: Bodycode e Martyn, di cui ci siamo sentiti rispettivamente What Did You Say e Right? Star! Una seratona quella che si preannuncia al Link... In chiusura di trasmissione vi ho proposto la sovversiva e pressoché perfetta Rough Steez dall'ultimo lavoro dei Fuck Buttons e di seguito la scintillante Reflections dei redivivi e sempre grandissimi Antipop Consortium. Infine Thavius Beck ed il suo nuovo album Dialogue su Big Dada con cui si conferma voce forte e distinta nel panorama hip hop odierno più intellettuale, in quel filone capitanato da artisti del calibro di Saul Williams e Mike Ladd. Alla prossima!

2 commenti:

ugo vallauri ha detto...

ciao alarico, grandissima stima per i tuoi post cui mi sono abbonato immediatamente. trasudano una passione per ritmi che come ben sai amo tantissimo anche io. a presto! u.

Alarico Mantovani ha detto...

Ciao Ugo! Grazie! Leggi "Pimp" di Iceberg Slim e non te ne pentirai, mi raccomando! Anche "Mama Black Widow" è stupendo...